Pier Paolo Pasolini nasce il 5 marzo del 1922 a Bologna. Primogenito di Carlo Alberto Pasolini, tenente di fanteria, e di Susanna Colussi, maestra elementare. Pier Paolo vive con la madre un rapporto di simbiosi, mentre si accentuano i contrasti col padre. Il fratello Guido, invece, vive in una sorta di venerazione per lui, ammirazione che lo accompagnerà fino al giorno della sua morte.
Conclusi gli studi liceali, a soli 17 anni si iscrive all`Università di Bologna, facoltà di lettere. Collabora a "Il Setaccio", il periodico del GIL bolognese e in questo periodo scrive poesie in friulano e in italiano, che saranno raccolte in un primo volume, "Poesie a Casarsa".
L`uso del dialetto rappresenta in qualche modo un tentativo di privare la Chiesa dell`egemonia culturale sulle masse. Pasolini tenta appunto di portare anche a sinistra un approfondimento, in senso dialettale, della cultura.
Scoppia la seconda guerra mondiale, viene arruolato sotto le armi a Livorno, nel 1943 ma, all`indomani dell`8 settembre, disobbedisce all`ordine di consegnare le armi ai tedeschi e fugge. L’avvenimento che segnerà quegli anni è la morte del fratello Guido, aggregatosi alla divisione partigiana "Osoppo".
Nel febbraio del 1945 Guido venne massacrato presso le malghe di Porzus e la sua morte avrà effetti devastanti per la famiglia Pasolini, soprattutto per la madre, distrutta dal dolore.
Nel 1945 Pasolini si laurea e comincia la sua militanza politica. Nel 1947 si avvicina al PCI, cominciando la collaborazione al settimanale del partito "Lotta e lavoro". Diventa segretario della sezione di San Giovanni di Casarsa, ma non viene visto di buon occhio nel partito e, soprattutto, dagli intellettuali comunisti friulani.
Il 15 ottobre del 1949 viene segnalato ai Carabinieri di Cordovado per corruzione di minorenne: è l`inizio di una delicata ed umiliante trafila giudiziaria che cambierà per sempre la sua vita.
Pasolini si trova proiettato nel giro di qualche giorno in un baratro apparentemente senza uscita. Espulso dal PCI, perde il posto di insegnante, e si incrina momentaneamente il rapporto con la madre. Decide allora di fuggire da Casarsa, dal suo Friuli spesso mitizzato e insieme alla madre si trasferisce a Roma.
Entra a far parte della sezione letteraria del giornale radio, accanto a Carlo Emilio Gadda, Leone Piccioni e Giulio Cattaneo. Sono definitivamente alle spalle i difficili primi anni romani. Nel 1954 abbandona l`insegnamento e si stabilisce a Monteverde Vecchio. Pubblica il suo primo importante volume di poesie dialettali: "La meglio gioventù".
Nel 1955 viene pubblicato da Garzanti il romanzo "Ragazzi di vita", che ottiene un vasto successo, sia di critica che di lettori. Il giudizio della cultura ufficiale della sinistra, e in particolare del PCI, è però in gran parte negativo.
La passione per il cinema lo tiene comunque molto impegnato. Nel 1961 realizza il suo primo film da regista e soggettista, "Accattone". Il film viene vietato ai minori di anni diciotto e suscita non poche polemiche alla XXII mostra del cinema di Venezia. Nel 1962 dirige "Mamma Roma". Nel 1963 l`episodio "La ricotta" (inserito nel film a più mani "RoGoPaG"), viene sequestrato e Pasolini è imputato per reato di vilipendio alla religione dello Stato. Nel `64 dirige "Il vangelo secondo Matteo"; nel `65 "Uccellacci e Uccellini"; nel `67 "Edipo re"; nel `68 "Teorema"; nel `69 "
Porcile"; nel `70 "Medea"; tra il `70 e il `74 la trilogia della vita, o del sesso, ovvero "Il Decameron", "I racconti di Canterbury" e "Il fiore delle mille e una notte"; per concludere col suo ultimo "Salò o le 120 giornate di Sodoma" nel 1975.
La mattina del 2 novembre 1975, sul litorale romane ad Ostia, in un campo incolto in via dell`idroscalo, una donna, Maria Teresa Lollobrigida, scopre il cadavere di un uomo. Sarà Ninetto Davoli a riconoscere il corpo di Pier Paolo Pasolini. Nella notte i carabinieri fermano un giovane, Giuseppe Pelosi, detto "Pino la rana" alla guida di una Giulietta 2000 che risulterà di proprietà proprio di Pasolini. Il ragazzo, interrogato dai carabinieri, e di fronte all`evidenza dei fatti, confessa l`omicidio. Racconta di aver incontrato lo scrittore presso la Stazione Termini, e dopo una cena in un ristorante, di aver raggiunto il luogo del ritrovamento del cadavere; lì, secondo la versione di Pelosi, il poeta avrebbe tentato un approccio sessuale, e vistosi respinto, avrebbe reagito violentemente: da qui, la reazione del ragazzo.
Il processo che ne segue porta alla luce retroscena inquietanti. Si paventa da diverse parti il concorso di altri nell`omicidio ma purtroppo non vi sarà arriverà mai ad accertare con chiarezza la dinamica dell`omicidio. Piero Pelosi viene condannato, unico colpevole, per la morte di Pasolini.
Il corpo di Pasolini è sepolto a Casarsa.
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